Dove oggi s’estende la parrocchia del SS. Redentore di Monselice furono un tempo i beni che il vescovo Guaslino nel febbraio del 970 aveva donato con la chiesa di S. Martino in Piano al Monastero di S. Giustina di Padova, accresciuti il 31 maggio 1095 della corte monselicense ceduta allo stesso monastero da Litolfo di Carrara. Quei monaci ad uso proprio e dei coloni vi eressero la chiesa del S. salvatore (vulgo S. Salvaro), non sappiamo quanto prima del 1164, allorché l’8 agosto papa Alessandro III la prese sotto la sua protezione assieme al monastero e agli altri beni di questo. Era priorato e di esso documenti della seconda metà del secolo XIII ci fanno conoscere alcuni priori: don Luca il 20 ottobre 1268, don Alberto il 28 novembre 1272 e don Franco l’8 novembre 1275 e il 17 dicembre 1279.

Tra le cappelle soggette al monastero di S. Giustina nella decima papale del 1297 è elencata anche l’”ecclesia S. Salvatoris de Montesilice”. Ce ne dà notizie interessanti la relazione della visita pastorale che vi fece il vescovo Barozzi il 16 ottobre 1489; era lontana dal colle della Rocca un tiro di saetta, dipendeva direttamente dall’abate come parte della sua mensa; appresso stava il monastero che abitualmente ospitava tre o quattro monaci, ma durante l’estate diventava villeggiatura dei monaci di S. Giustina bisognosi d’aria pura e di riposo. Dei suoi redditi all’abate di quel monastero solo qunto sopravanzava dal mantenimento dei monaci e dalle costruzioni, perché “aedificia complura sunt facta et facienda complura”.

La chiesa è detta piccola ma graziosa nella relazione della visita che vi fece l’Ormaneto il 19 maggio 1571.

Quando oltre due secoli dopo, il 26 settembre 1781 la visitò il vescovo Giustiniani n’era rettore Innocenzo Maria Liruti. La visita del vescovo Farina, il 24 settembre 1822, fu l’ultima. Già da dodici anni per il decreto napoleonico di soppressione di tutte le comunità religiose del 25 aprile 1810, anche il priorato di San Salvaro di Monselice era stato demaniato per essere venduto a privati.

Il nome San Salvaro restò nel territorio, che poi ospitò il cimitero di Monselice. Quando recentemente l’espansione edilizia di questa cittadina invase anche quella zona, si fece sentire la necessità di provvedere ala cura spirituale degli abitanti, lontani dall’arciprete cui erano soggetti. Il 22 luglio 1966 fu comunicata dall’arciprete di Monselice la decisione del vescovo di costruirvi una nuova parrocchia. Il successivo 25 ottobre fu nominato il sacerdote delegato dal vescovo a disporre gli animi preparare quanto si richiedeva allo scopo. Per dieci mesi egli celebrò in una sala del’asilo infantile e dal 20 agosto 1967 nella cappella prefabbricata, solennemente inaugurata il 1 ottobre. Fin dal 28 giugno antecedente era stato fissato il titolo di SS. Redentore che i fedeli desideravano fosse dato alla nuova parrocchia, perché ormai S. Salvaro indicava il cimitero. E con il titolo di SS. Salvatore la parrocchia fu costituita il 25 dicembre 1967, stralciandone il territorio da quelle di S. Giuseppe Lavoratore e di S. Cosma di Monselice. Su terreno, donato il 4 ottobre 1967 dal conte Vittorio Cini fu costruita la canonica inaugurata il 5 ottobre 1970, e il 4 ottobre dell’anno seguente fu posta la prima pietra della parrocchia inaugurata il 1 novembre 1972.

Cappella della Scuola Materna (+)
Cimitero di S. Salvaro, municipale
Parroco: Brasola Rino (1968)

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